Buongiorno donzelle !!

Visto che siamo in tempo di fashion week , volevamo parlarvi della storia delle sfilate.

Non vi siete mai chieste il perchè esistono ? se la riposta a questa domanda è si , allora continuate a leggere questo articolo 🙂

QUAL’è LA STORIA DELLE SFILATE PRIMA DI DIVENTARE GLI EVENTI SCENOGRAFICI DI OGGI ?

Le sfilate oggi sono utilizzate dalle aziende per attirare l’attenzione sulle loro ultime creazioni ,  i designer di moda si sbizzarriscono con spettacoli scintillanti e ambienti glamour sempre più stravaganti . Gli stilisti  presentano le collezioni autunno-inverno nelle quattro città che a turno ospitano le cosiddette settimane della moda (in questi giorni c’è Milano, ma si parte con New York e poi, in quest’ordine, Londra, Milano e Parigi) ,  i giornalisti e i critici le commentano e i buyer decidono quali pezzi comprare per poi venderli nelle catene e nei negozi.

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Ma prima?

Alla fine del 1800 e all’inizio del 1900, i progettisti esperti di affari e le aziende assumevano delle donne/modelle che indossando i loro disegni dovevano passeggiare intorno a lungomare , vicino alle piste da corsa facendosi notare dai fotografi.

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Intorno al 20 ° secolo, molti stilisti di fascia alta organizzavano feste private  con la partecipazione di clientela d’élite,  nelle quali le modelle camminavano casualmente per la stanza mentre piccoli gruppi di clienti sorseggiavano il tè.

Ma quando le sfilate hanno iniziato a diventare popolari?

Intorno al 1908/1910, venivano organizzate anche ogni giorno per diverse settimane, durando fino a tre ore.

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Ma a quei tempi come fare ad attirare gente alle sfilate?

I couturiers Paul Poiret e Lucile (Lady Duff-Gordon) erano entrambi noti perchè cercarono espedienti per creare attesa attorno alle loro nuove collezioni e renderle desiderabili.  Lucile fu la prima ad aver  iniziato a mandare gli inviti alla clientela, trasformando un semplice tentativo di fare affari in un evento sociale,  con musica e danze per mostrare come gli abiti andavano portati nella vita reale.

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La prima ad aver descritto i suoi disegni come “abiti di emozione” .

Prima ogni vestito sfilava con un numero per indicarlo e ricordarlo più facilmente, Lucile introdusse  nomi come “Amore in una foschia” per rendere i suoi vestiti  meno “merce” ma più come fantasie tangibili.

Poiret è conosciuto per la sua abilità nel marketing e per aver dato un tocco più estremo alla promozione delle sue ultime collezioni. Organizzando spettacoli di costumi come la sua leggendaria “Migliaia e Seconda Notte”, il designer ha trasformato intere sale in passerelle interattive.

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Dal 1918, le case di couture hanno iniziato a tenere le loro sfilate di moda due volte all’anno, fissando le basi di quello che oggi chiamiamo “settimana della moda”.

Le sfilate diventarono eventi molto seri e pubblicizzati, che si svolgevano nelle sedi delle case di moda o in hotel prestigiosi.

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L’apertura al pubblico delle sfilate nacque negli Stati Uniti, quando negli anni Dieci del Novecento i grandi magazzini presero a organizzare sfilate aperte a tutti per mostrare gli abiti europei o delle loro stesse linee. La consuetudine divenne ancora più popolare durante la Seconda guerra mondiale.

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Quando sono nate le cosidette settimane della moda?

Nel 1943, grazie alla Press Week inventata dalla giornalista Eleanor Lambert .

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Nel 1943 la giornalista Eleanor Lambert organizzò a New York la “Press Week”, cioè la settimana della stampa, per presentare i lavori degli stilisti americani. Le settimane della moda di Milano e Parigi arrivarono invece negli anni Settanta, quella di Londra nel 1984.

Christian Dior ha debuttato nel 1947 con la sua collezione di corolle(aka “The New Look”).

Tipicamente duravano più di un’ora, l’atmosfera di questi lunghi spettacoli tendeva a restare silenziosa.  Verso la metà degli anni ’50, molti grandi magazzini di fascia alta avevano adottato regole di pista regolari come un modo per elevare la loro reputazione.

Le cose cambiarono parecchio negli anni Sessanta, coincidente con l’aumento del ready-to-wear (Ready-to-wear or prêt-à-porter)  e il graduale declino dei clienti di couture. Gli eventi venivano organizzati in location particolari e gli stilisti invece di cercare l’esclusività volevano avvicinarsi ai giovani e al consumismo di massa, con modelle che ridevano e ballavano in passerella.

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Negli anni ’80, le sfilate di moda erano diventate così popolari che Thierry Mugler è riuscito a mettere in scena una passerella colossale spettacolare nel 1984 allo stadio Zénith di Parigi . Lo spettacolo è stato presentato ad un pubblico di 6.000 persone.

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Yves Saint Laurent nel 1998,  ha presentato una collezione di couture retrospettiva dopo la finale di Coppa del Mondo a Parigi davanti a uno stadio di circa 1 miliardo di spettatori televisivi.

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Quando Carrie Bradshaw è stata nominata”fashion roadkill” nel 2001, il termine “passerella” è diventato ampiamente utilizzato in America e sinonimo di moda e glamour, grazie in parte all’organizzazione della New York Fashion Week a Bryant Park nella primavera del 1994 e la nascita dello spettacolo più grande della pista, il Victoria’s Secret Fashion Show, nell’agosto del 1995.

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Le prime, gli angeli originali, sono le indimenticabiliHelena Christensen(1997-1998), Karen Mulder (1997-2000), Stephanie Seymour (1997-2000), Laetitia Casta (1998-2000), Naomi Campbell (1995-2005, anche se non in continuità). Le più longeve? Prima su tutte l’inscalfibile Heidi Klum, che ha calcato imperterrita la passerella di intimo dal 1997 al 2009 – 11 anni con 4 gravidanze nel mezzo-; Tyra Banks, angelo per ben 9 anni (1997 – 2005) e l’iconica Gisele Bündchen, che ha esordito nel 1999 e non si è persa un’edizione fino al 2006. 7 gli anni da angelo della collega Miranda Kerr(2007 – 2013), e amatissimo anche il duo di bionde Karolina Kurkova (2005 – 2008) e Doutzen Kroes (2008 – 2014). Dal 2000 al 2010 si sono susseguiti i “battesimi” della seconda generazione di angeli, le top ancora oggi sotto contratto che tengono alta la bandiera del brand: nel 2000 entrano Adriana Lima e Alessandra Ambrosio. Nel 2003 Isabeli Fontana, nel 2005 Izabel Goulart. Poi il duo di bellezze sudafricane Behati Prinsloo nel 2009 e Candice Swanepoel nel 2010, anno dell’elezione anche di Lily Aldridge, la fortunata che sfoggerà il Million Dollar Bra 2015, l’annuale reggiseno d’alta goielleria pezzo clou della sfilata.

Da quegli anni le sfilate sono diventate sempre più scenografiche e ci sono sempre più occasioni per creare veri e propri spettacoli: oltre alle settimane della moda per le collezioni autunno-inverno e primavera-estate di uomo e donna (quindi quattro in totale all’anno), ci sono quelle della haute couture e delle cruise collection. Lo scopo delle sfilate è di aumentare la desiderabilità del marchio, oltre a promuoverlo, farlo conoscere e aumentare le vendite.

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